Chi non avrà comunicato il diniego al trattamento dei dati sanitari entro l’11 gennaio 2021 automaticamente esprime il consenso

Perché il Governo ha varato in sottecchi la norma che entro l’11-01-2021 chi non avrà comunicato il diniego al TRATTAMENTI DEI DATI SANITARI automaticamente esprime il consenso al trattamento stesso invertendo cosi la norma in essere e quindi la logica delle cose? Non vi pare sospetto in un momento come questo? Qual e’ il motivo reale di ciò?

In attesa di capire meglio vi invito ad comunicare il diniego ma se non riuscirete a farlo entro la data indicata nella norma non sarà un problema perché potrete esprimere il diniego anche successivamente.

SE DA UN PIU’ ATTENTO ESAME DI QUESTO STRANO PROVVEDIMENTO PERMARRANNO DUBBI SUL PERCHE’ PROVVEDERÒ A BREVE A PUBBLICARE LE MODALITÀ PER COMUNICARE IL DINIEGO DI CHE TRATTASI.

Mariano Amici medico

La mia esperienza clinica in collaborazione con il dott. Franco Trinca, Biologo Nutrizionista clinico

COVID-19 SI CURA… SENZA CHIUSURA E SENZA PAURA!
Secondo molti studi scientifici e le esperienze cliniche di molti Medici tra cui il sottoscritto e Biologi Nutrizionisti clinici (tra cui il dott. Franco Trinca) il COVID-19 si CURA se AFFRONTATO e TRATTATO TEMPESTIVAMENTE A DOMICILIO!!!
Sono emersi 2 Protocolli mostratisi efficaci:
• Il primo è farmacologico e sostanzialmente si basa sull’uso tempestivo di Idrossiclorochina, Eparina a basso peso molecolare e al bisogno, secondo la valutazione del Medico curante, Azitromicina o altri antibiotici ed eventualmente cortisonici;
• Il secondo, preventivo e adiuvante-curativo è di Medicina Biologica (elaborato dal dott. Franco Trinca ed applicato anche dal sottoscritto).
Sintetizzando:
A) alimentazione Bio vitalizzante, con una costante presenza di alimenti crudi: ortaggi, frutta di stagione, frutta e semi oleosi (mandorle, noci, anacardi, nocciole, lino, girasole, zucca, ecc.), olio extravergine crudo; equilibrio secondo il modello “mediterraneo” tra alimenti proteici (alternando pesce, carne, uova, formaggio) e pasti “vegetariani” (alternando legumi, cereali a chicco come riso integrale, miglio, quinoa, farro per chi tollera il glutine, grano saraceno, ecc.) e zuppe di ortaggi vari (zucca gialla, zucchine, cipolle, porri, sedano, carote, un po’ di patate, cavoli, sedano rapa, ecc., ecc.), sempre con aggiunta di abbondante olio extravergine di oliva crudo, semi e frutta oleosa; separazione dei pasti con proteine animali (abbinati ad insalate miste: lattughe delicate, radicchio, finocchi, carote, sedano, ecc.) da quelli con cereali, legumi e zuppe di ortaggi. Un buon equilibrio di frequenza tra pasti con proteine animali e pasti vegetariani, potrebbe partire da 7+ 7 a settimana (cioè 1 pasto al giorno per tipologia); però questa ripartizione può essere modificata per adattarla ai bisogni individuali in relazione a: età, sesso, costituzione, attività lavorativa e/o sportiva, stato di salute, ecc., ecc. Per colazione consiglio una base di tè verde (per chi è eccitabile può abbinarlo o sostituirlo col “tè bianco” contenente TEANINA -rilassante-), apportatore di utilissimi polifenoli tra cui EPIGALLOCATECHINE CON PROPRIETÀ ANTIVIRALI scientificamente documentate, con miele e succo di limone spremuto; a questo si può aggiungere qualche biscotto bio anche fatto in casa, frutta e/o semi oleosi. Spuntini di metà mattina con frutta di stagione + un po’ di frutta oleosa e/o semi oleosi.
B)Integratori : Multiminerale ben bilanciato e completo di macrominerali alcanilizzanti (Calcio, Magnesio, Potassio), Fosforo e tutti i principali oligoelementi (Zinco, Ferro, Rame, Selenio, Manganese, Iodio, ecc.) + vit. C e Beta-Carotene; Multivitaminico ben bilanciato e completo (A, l’intero gruppo B incluso acido folico metilato e metil-B12, C, D, E, K2). Oltre a questi due “integratori di biochimica cellulare”, si possono utilizzare delle formule a base di molecole “Nutraceutiche” come Quercetina e una formula di “piante officinali” (radici, cortecce e foglie triturate in polveri fini) elaborate dal dott. Trinca in anni di studio ed esperienza: Echinacea, Genziana, Liquirizia, Astragalo, Eleuterococco, Uncaria, Timo, Tè verde), contenente oltreché Quercetina altri flavonoidi come luteolina e polifenoli come Epigallocatechine; gli studi scientifici sulle singole piante citate, hanno evidenziato interessanti e utili proprietà immunomodulatorie e immunostimolanti, antivirali, antinfiammatorie e anche fluidificanti del sangue. Un altro flavonoide molto importante per le funzioni antivirali e capillaroprotettive è la Esperidina, ben presente negli agrumi (specialmente nella pellicola bianca sotto la buccia dei limoni). Col Protocollo di Medicina Biologica che col dott. Trinca (Biologo Nutrizionista clinico) stiamo verificando molto positivamente per le sindromi simili-influenzali e nei casi Covid positivi, abbiamo lanciato il Progetto RIAPRIAMO L’ITALIA IN SALUTE http://www.riapriamolitaliainsalute.it/ .
L’obbiettivo è diffondere i concetti di una “nuova medicina” indipendente dagli interessi delle corporation farmaceutiche e contrastare la scellerata azione del Governo; saremo presenti, laddove lo vorrete, in convegni ed in tutte le piazze d’Italia.
Organizzate e partecipate sempre in massa! Solo cosi potremo continuare a diffondere la Verita’ per riconquistare la Libertà e la Salute.
Un caro abbraccio a tutti.
Mariano Amici, Medico

Vi spiego perché possiamo essere ottimisti

Cari amici,
questo 2020 così tormentato e così difficile sta per lasciarci e vorrei rivolgere subito un pensiero a quanti, negli ultimi mesi, hanno perso dei familiari o dei conoscenti, hanno sofferto per motivi di salute o hanno patito le conseguenze delle misure restrittive messe in atto dalle istituzioni: vi sono vicino e vi auguro davvero ogni bene per il futuro!
In queste circostanze non è facile scrivere messaggi che non risultino scontati o finti. Io però mi sento di essere ottimista e allora, nel formulare a tutti voi che seguite le mie iniziative i migliori auguri per un ottimo 2021, vi spiego per quale motivo non dobbiamo perdere la speranza e, anzi, è opportuno guardare al domani con rinnovata fiducia.
Come “forma mentis” sono abituato a cogliere ogni avversità come una sfida ed una opportunità per poter fare sempre meglio. E’ vero, e lo abbiamo già detto: negli ultimi mesi ci sono stati momenti molto negativi (lo spauracchio del Covid, i decessi, il panico diffuso… ma soprattutto i provvedimenti adottati dal Governo che non solo si sono rivelati inefficaci ad arginare il “fenomeno Covid” ma hanno creato enormi danni sia alla salute che alla economia nazionale). Di contro, però, in questo grave periodo di crisi davanti alla crescita di “pseudo esperti” che, attraverso i media nazionali, ci hanno riempito di menzogne spesso addirittura antiscientifiche abbiamo visto aumentare anche quei professionisti che, senza l’appoggio della comunicazione nazionale, si sono messi in evidenza per la loro preparazione professionale e per il loro spirito critico con il quale hanno affrontato determinate problematiche. Ma il fatto più entusiasmante è che tra questi professionisti “non allineati” si è sviluppato un dibattito che ha portato alla crescita della solidarietà e della collaborazione, facendo emergere molte verità e soprattutto facendo maturare molte coscienze tra i cittadini italiani.
Ebbene: proprio questa progressiva maturazione delle coscienze ci fa ben sperare per un ottimo 2021 in quanto, forti dei numeri e del fatto di essere dalla parte della verità, sicuramente potremo affrontare meglio ogni avversità e ogni battaglia, contrastando questa scellerata azione del governo che si limita ad inutili e pretestuosi provvedimenti restrittivi (assolutamente inefficaci al fine di migliorare le condizioni di salute e di vita dei cittadini) e, d’altro canto, non spende una sola parola per spiegare all’opinione pubblica come mantenersi in salute!
E allora, a questo punto consentitemi di ribadirvi per quali motivi sono assolutamente ottimista per il futuro:
1) sul fronte del contrasto alla scellerata azione del governo: perché abbiamo avviato una serie di importanti azioni giudiziarie (la denuncia sui tamponi, il ricorso contro i DPCM nonche’ un’altra denuncia sui meccanismi di trasmissione della malattia) che, avendo piena fiducia nella magistratura, sono convinto porteranno a importanti risultati positivi per far emergere la verità.
2) sul fronte della sanita pubblica: perché l’esperienza del 2020 ci ha insegnato che il Covid si può prevenire ed anche curare, indipendentemente dall’uso del vaccino sul quale – come ben sapete – nutro forti perplessità.
E’ da questa consapevolezza che nasce “RIAPRIAMO L’ITALIA IN SALUTE”, programma scientifico che sto sviluppando con il dott. Franco Trinca, biologo nutrizionista clinico di fama internazionale, e di cui potete trovare maggiori informazioni a questo link: http://www.riapriamolitaliainsalute.it/. Partendo dall’esperienza che ho maturato coordinando un gruppo di medici su un bacino di utenza di oltre 6.000 pazienti (che è ben oltre il bacino di un ospedale!) stiamo ponendo le basi per definire un nuovo modello di cura e assistenza che, nel mio territorio, ci ha consentito di trattare a domicilio tutti i pazienti positivi al tampone senza dover ricorrere al ricovero in ospedale e, soprattutto, senza alcun decesso. Un risultato davvero importante che nasce da un diverso approccio terapeutico alla malattia, valorizzando il ruolo della medicina territoriale e soprattutto le competenze del medico chiamato a svolgere il suo compito primario secondo scienza e coscienza e non semplicemente rispettando generici protocolli terapeutici calati dall’alto senza tener conto delle specifiche esigenze del paziente.
Avrò modo di aggiornarvi su tutti gli sviluppi, qui e sugli altri miei profili social: non sarà facile vincere le nostre battaglie per la verità e il benessere del Paese ma, ne sono sicuro, tutti insieme possiamo farcela!
Buon anno a tutti!
Mariano Amici, medico

La stampa italiana mi sta attaccando: ECCO LA MIA RISPOSTA AI DIRETTORI DEI VARI QUOTIDIANI NAZIONALI

Egregio Direttore,
sono il medico dell’Asl RM6 che il Suo giornale, qualche giorno fa, ha definito “no-vax” e negazionista e oggi Le chiedo un po’ di spazio e di attenzione per condividere con Lei e con i Suoi lettori poche riflessioni nel tentativo di spiegare per quale motivo, pur avendo espresso negli ultimi mesi opinioni molto critiche nei confronti dell’epidemia e delle misure messe in campo dal Governo per fronteggiarla, respingo in toto i titoli che mi avete affibbiato.
Partiamo dalla delicata questione dei vaccini con una precisazione doverosa: credo da sempre nel valore della vaccinazione e a testimoniarlo c’è la mia condotta in decenni di attività prestata prima nell’Esercito, dove ho operato come ufficiale medico, poi in ambito universitario e ospedaliero con – tra l’altro – 15 anni in pronto soccorso e chirurgia d’urgenza e, infine, come
medico di base al servizio dei miei pazienti. Il valore della vaccinazione è innegabile e personalmente l’ho consigliata e praticata a decine di migliaia di pazienti ma rivendico, da
medico, anche il diritto e il dovere di invitare alla cautela perché non tutti i vaccini sono uguali e non tutti i pazienti possono reagire allo stesso modo.
Questo non significa essere “no-vax”, bensì esercitare la professione in modo critico e coerente con i principi del giuramento di Ippocrate e nell’interesse esclusivo dei cittadini: come ci ricordano i nostri principi etici e deontologici, un medico deve prendersi cura della salute del paziente ma prima ancora non cagionarle danno. E nel caso dei vaccini contro il Covid, creati in pochi mesi contro un virus altamente mutevole e testati al termine di una sperimentazione ridotta, nessuno può garantire che siano realmente efficaci ma ancor prima innocui.
Questo ragionamento ispirato anche da un pizzico di sensata cautela può essere definito “no-vax”? Non credo, come non credo possa essere definito “no-vax” Peter Doshi, professore associato di ricerca sui servizi sanitari farmaceutici presso la School of Pharmacy dell’Università del Maryland chiamato dall’autorevole British Medical Journal a ricoprire l’incarico di “associate editor” deputato al giornalismo d’inchiesta proprio a tutela della credibilità del sistema della ricerca scientifica: nei suoi testi (qui ve ne indicpo uno per le opportune verifiche ma in rete potete trovare anche altri articoli in cui il ricercatore esprime gli stessi concetti: https://www.bmj.com/content/371/bmj.m4037) Doshi avanza forti dubbi sulle modalità della sperimentazione, sulla reale efficacia dei vaccini contro le forme più gravi del Covid e sulla loro innocuità per le categorie più fragili della popolazione.
Perché nessuno si scandalizza di fronte al suo giudizio critico? Perchè nessuno lo etichetta come “no-vax”? E che dire di quanto dichiarato poche ore fa da Soumya Swaminathan, capo ricercatore dell’OMS, che partecipando ad un meeting online (qui un estratto della sua risposta: https://bit.ly/3mT7wLr) ha ammesso quanto molti scienziati dicono da mesi: “Non credo che abbiamo le prove su nessuno dei vaccini per essere sicuri che impedirà alle persone di contrarre effettivamente l’infezione e quindi di essere in grado di trasmetterla”. Perché, quando a sostenere questo concetto ero io, sono stato etichettato come “no-vax” o “negazionista”?
Ma va detto che non sono l’unico a nutrire forti dubbi – per esempio – anche sull’efficacia dei vaccini cosiddetti anti-influenzali: a titolo esemplificativo, segnalo lo studio condotto da Francesca Valent, direttore dell’Istituto di Igiene ed Epidemiologia Clinica presso l’Azienda Sanitaria Universitaria integrata di Udine, e da Tolinda Gallo, responsabile dei dipartimenti di Prevenzione malattie infettive, vaccinazioni e medicina dei viaggi e del Servizio Sorveglianza e Profilassi delle Malattie Infettive presso l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine, che sulle colonne dell’Annuario dell’Istituto Superiore di Sanità del 2018 (qui il link:
https://annali.iss.it/index.php/anna/article/view/631) hanno definito gli effetti delle campagne vaccinali condotte negli anni 2016 e 2017 “modesti” a fronte talvolta di effetti collaterali su una parte degli anziani e dei bambini vaccinati. Anche in questo caso nessuno ha contestato quegli studi anche perché, come dovrebbero sapere medici e scienziati, il confronto tra posizioni divergenti è il fattore che fa crescere la Scienza, la fa evolvere e
migliorare verso un patrimonio di saperi e consapevolezze articolato e consolidato.
E veniamo all’altra etichetta che mi è stata apposta anche dal Suo giornale per delegittimare le mie critiche: io sarei un “negazionista” del Covid ma anche questa è una calunnia. E questo perché nell’ultimo anno ho vissuto sulla mia pelle cosa significhi combattere questo virus stando ogni giorno al fianco dei pazienti, con terapie mirate e spesso alternative rispetto ai rigidi protocolli ministeriali, e sono convinto che proprio noi medici di famiglia possiamo svolgere un ruolo strategico. In tutti questi mesi tra i pazienti del gruppo di medici che coordino ad Ardea non abbiamo avuto vittime, né abbiamo ricoverato alcun paziente ammalato e positivo al tampone. E noi assistiamo un bacino di oltre 6mila pazienti che è ben più di un ospedale: perché non tenere conto della nostra esperienza, invece di bollarci subito come ‘negazionisti’?
Ecco, egregio Direttore, per quale motivo reputo ingeneroso liquidare le mie idee e le mie proposte come esternazioni di un medico “no-vax” o negazionista e Le sarei grato se volesse pubblicare questo mio scritto per consentire anche ai lettori del Suo giornale di conoscere il mio punto di vista, fatto salvo ovviamente il diritto di adire le vie legali per tutelare la mia onorabilità nelle sedi opportune. Non le nascondo un pizzico di amarezza: in questo dibattito dai toni sempre più accesi, mi piacerebbe che i primi a confrontarsi fossero proprio i miei colleghi medici, anzichè arroccarsi su posizioni conservative se non corporativistiche davanti ad un virus che purtroppo ancora poco conosciamo. In tal senso confido anche nell’operato dell’Ordine dei Medici, il cui Presidente Antonio Magi conosco da sempre come figura competente e saggia: proprio perché tutti noi sappiamo che scienza e medicina sono branche del sapere vive e in costante evoluzione, dovremmo favorire il dialogo anziché “demonizzare” chi ha opinioni differenti con etichette ed epiteti che in ultima analisi contribuiscono solo a danneggiare l’autorevolezza e la credibilità della nostra categoria.
Nel ringraziarLa per l’attenzione che mi ha riservato, resto a Sua disposizione per ogni chiarimento.
Distinti Saluti
Mariano Amici, medico

La farsa dei tamponi: questo video ne certifica l’assoluta inattendibilità

Il filmato che vedrete dimostra che i tamponi sono serviti solo a farci ammalare, privarci della libertà e distruggere l’intera economia nazionale.

Invierò il video alla Procura della Repubblica quale prova dei crimini commessi.

CONDIVIDETE IL PIU’ POSSIBILE: L’INTERO MONDO DEVE CONOSCERE LA VERITA’ E CHIEDERE GIUSTIZIA!

Il Covid si può curare, non è il vaccino la soluzione del problema

La variante inglese del Covid che tanta preoccupazione sta destando in questi giorni conferma quanto sostengo da mesi: il vaccino per un virus che è già mutato così tante volte rischia di essere poco efficace e addirittura pericoloso, meglio puntare sulla rivalutazione della medicina del territorio. Lo dico da medico in prima linea: credo da sempre nel valore della vaccinazione ma oggi sono sempre più sconcertato davanti alle modalità con cui viene gestita questa epidemia. Da mesi contesto le misure varate dal Governo per arginare la diffusione del virus. Ribadisco le mie perplessità davanti ad un’indiscriminata vaccinazione di massa che definisco “non necessaria”, dai benefici ancora tutti da verificare, ma soprattutto con forti dubbi sulla sua innocuità, e respingo l’accusa di essere “no-vax” e negazionista.

Ho dalla mia una lunga formazione universitaria con tre specializzazioni ed una invidiabile carriera prima in ambito militare, come ufficiale medico, successivamente in ambito civile, come dirigente dell’Unità Sanitaria Locale, e poi ospedaliera con 15 anni di pronto soccorso e chirurgia d’urgenza. La mia condotta è testimoniata da decenni di attività, sia nell’esercito, sia nell’ambito universitario e ospedaliero e infine come medico di base al servizio dei miei pazienti. Il valore della vaccinazione è innegabile e personalmente l’ho consigliata e praticata a decine di migliaia di pazienti ma rivendico, da medico, anche il diritto di invitare alla cautela perché non tutti i vaccini sono uguali e non tutti i pazienti possono reagire allo stesso modo. Questo non significa essere “no-vax” ma esercitare la professione in modo critico e coerente con i principi del giuramento di Ippocrate e nell’interesse esclusivo dei cittadini.

Sui nuovi vaccini contro il Covid ribadisco le mie perplessità: I primi vaccini che ci offrono sono prodotti di terapia genica, inietteremo acidi nucleici che causeranno la produzione di parti del virus da parte delle nostre stesse cellule ma, poiché è la prima volta che si effettua sull’uomo, non conosciamo le conseguenze di questa iniezione. E se le cellule di alcuni “vaccinati” producessero troppi elementi virali, provocando reazioni incontrollabili nel nostro corpo? I rischi della vaccinazione possono essere maggiori dei benefici specie nel caso di un vaccino non sufficientemente testato circa la sua efficacia ed innocuità. Ciò in particolar modo se viene praticato in maniera indiscriminata, per una malattia la cui mortalità è prossima allo 0,05%. Gli effetti collaterali dell’inoculazione potrebbero derivare proprio dalle modalità di funzionamento del vaccino: le prime terapie geniche saranno con l’RNA, ma ci sono progetti con il DNA. Normalmente, nelle nostre cellule, il messaggio viene inviato dal DNA all’RNA, ma in determinate circostanze è possibile il contrario, soprattutto perché le nostre cellule umane contengono i cosiddetti retrovirus “endogeni” integrati nel DNA dei nostri cromosomi. Questi retrovirus “addomesticati” che ci abitano sono generalmente innocui ma possono produrre un enzima, la trascrittasi inversa, in grado di trascrivere all’indietro, dall’RNA al DNA: quindi un RNA estraneo al nostro corpo e somministrato per iniezione potrebbe codificare DNA, altrettanto estraneo, che può quindi integrarsi nei nostri cromosomi.

Pertanto non solo c’è il rischio reale di trasformare i geni del soggetto vaccinato in modo permanente ma anche la possibilità, modificando gli acidi nucleici degli ovuli o dello sperma, di trasmettere queste modificazioni genetiche ai figli.

Ma quindi, in attesa di accertare efficacia e innocuità del virus, come fronteggiare il Covid? La soluzione può passare solo da una effettiva valorizzazione della medicina del territorio e vi spiego: in queste settimane per screditare la mia azione mi hanno dato del negazionista ma è una calunnia. Ho, infatti, vissuto sulla mia pelle cosa significa combattere questo virus stando ogni giorno al fianco dei pazienti, con terapie mirate e spesso alternative rispetto ai rigidi protocolli ministeriali, e sono convinto che proprio noi medici di famiglia possiamo svolgere un ruolo strategico. In tutti questi mesi nei pazienti del gruppo di medici che coordino non abbiamo avuto vittime, né abbiamo ricoverato alcun paziente ammalato e positivo al tampone. Noi assistiamo un bacino di oltre 6mila pazienti che è ben più di un ospedale: perché non tenere conto della nostra esperienza, invece di bollarci subito come “negazionisti”?

È una proposta che formulo anche in prospettiva futura e post emergenziale: si dovrebbe prendere questo nostro modello operativo come esempio per ristrutturare completamente il Servizio Sanitario Nazionale. Una medicina del territorio ben organizzata può ridurre almeno del 90% i ricoveri in ospedale, sia per le malattie contagiose e/o diffusive (Covid compreso) sia per altri tipi di patologie, riservando all’ospedalizzazione solamente i ricoveri in reparti di elezione. Ovvio che per fare questo dobbiamo mettere al centro il medico di base, figura assolutamente da rivalutare in quanto è il professionista che più di tutti può e deve conoscere il quadro clinico generale dei pazienti. A differenza dei medici ospedalieri, dei membri del CTS e dei cattedratici infatti è proprio il medico di base che, grazie ad una casistica di gran lunga più ampia, conosce le patologie contagiose e/o diffusive ed i loro meccanismi di trasmissione. Così facendo, evitando inutili ospedalizzazioni, la Sanità potrebbe essere ristrutturata rivalutando i reparti da riservare ai ricoveri di elezione ed al contempo sarebbe possibile potenziare, con i risparmi di spesa, i centri diagnostici per offrire al medico del territorio la possibilità di far eseguire accertamenti diagnostici in tempo reale come può fare un ospedale. Al professionista ospedaliero, invece, deve essere riservato il ruolo di medico nei reparti di elezione, lasciandolo libero di curare secondo scienza e coscienza, senza l’imposizione di un rigido protocollo terapeutico che gli discenda da direttive superiori, in quanto i pazienti non sono tutti uguali e debbono essere curati caso per caso, in funzione del quadro clinico che presentano poiché, diversamente, si rischia di arrecare gravissimi danni al paziente stesso come purtroppo verificatosi durante questa emergenza.

Mariano Amici medico

La grave pericolosità dei vaccini genici contro il Covid

Tutte le misure intraprese fino ad oggi fanno parte di una strategia tesa a fare in modo che il popolo veda il vaccino come la salvezza dell’umanita’. Qual’è il vantaggio di un vaccino generalizzato per una malattia la cui mortalità è prossima allo 0,05%? Questa vaccinazione di massa non è necessaria. Inoltre, i rischi della vaccinazione possono essere maggiori dei benefici.
La cosa più preoccupante è che molti paesi, tra cui l’ Italia, si dicono pronti a vaccinare nelle prossime settimane, mentre lo sviluppo e la valutazione di questi prodotti sono stati affrettati nonche’ l’efficacia e la innocuita’ di questi vaccini non è stata finora pubblicata.
Abbiamo avuto diritto solo ai comunicati stampa dei produttori industriali, consentendo alle loro azioni di salire sul mercato azionario!
La cosa peggiore è che i primi “vaccini” che ci vengono offerti non sono vaccini, ma prodotti di terapia genica.
Inietteremo acidi nucleici che causeranno la produzione di parti del virus da parte delle nostre stesse cellule.
Non conosciamo assolutamente le conseguenze di questa iniezione, perché è la prima nell’uomo. E se le cellule di alcuni “vaccinati” producessero troppi elementi virali, provocando reazioni incontrollabili nel nostro corpo?
Le prime terapie geniche saranno con l’RNA, ma ci sono progetti con il DNA. Normalmente, nelle nostre cellule, il messaggio viene inviato dal DNA all’RNA, ma in determinate circostanze è possibile il contrario, soprattutto perché le nostre cellule umane contengono sin dall’alba dei tempi i cosiddetti retrovirus “endogeni” integrati nel DNA dei nostri cromosomi.
Questi retrovirus “addomesticati” che ci abitano sono generalmente innocui (a differenza dell’HIV, del retrovirus dell’AIDS ad esempio), ma possono produrre un enzima, la trascrittasi inversa, in grado di trascrivere all’indietro, dall’RNA al DNA.
Quindi un RNA estraneo al nostro corpo e somministrato per iniezione potrebbe codificare DNA, altrettanto estraneo, che può quindi integrarsi nei nostri cromosomi.
C’è quindi un rischio reale di trasformare i nostri geni in modo permanente. C’è anche la possibilità, modificando gli acidi nucleici degli ovuli o dello sperma, di trasmettere queste modificazioni genetiche ai nostri figli.
Le persone che promuovono queste terapie geniche, falsamente chiamate “vaccini” sono apprendisti stregoni e prendono gli italiani e altri cittadini del mondo, per cavie.
Non vogliamo diventare, come i pomodori o il mais transgenico, OGM (organismi geneticamente modificati).
Un funzionario medico di una delle aziende produttrici farmaceutiche ha affermato pochi giorni fa di sperare in un effetto di protezione personale, ma che non si dovrebbe sperare troppo in un impatto sulla trasmissione del virus, quindi sulle dinamiche dell’epidemia.
Questa è un’ammissione mascherata che non è un vaccino. Una vergogna.
Sono ancora più inorridito perché, in linea di principio, non sono contro i vaccini ma sostengo che vi sono vaccini e vaccini e che prima di praticarli bisogna sempre soppesare i pro ed i contro.
Dobbiamo dire basta a questo disegno criminoso estremamente preoccupante!Louis Pasteur si sta rivoltando nella tomba.
La scienza, l’etica medica e soprattutto il buon senso devono prendere il sopravvento.
Mariano Amici medico

Non lasciatevi prendere dal panico

Smettetela di leggere o ascoltare ogni giorno notizie e bollettini del terrore. Non vi fa bene e non serve a niente.
Informarsi è giusto, ma impariamo a riflettere e ad attingere direttamente dalla fonte le informazioni, pur nella loro incompletezza.

Leggiamo i dati ufficiali qui
Dettaglio andamento ultimi 30 giorni
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dashboard

Negli ultimi 30 giorni (al 26 Novembre) ci sono stati 843.303 casi.
Questo numero include tutte le persone risultate positive al test (e già noi sappiamo che i tamponi non sono strumenti diagnostici affidabili, come vi scrivevo qui): anche se non sono malate, cioè non presentano sintomi, queste persone sono rappresentate nel grafico con le bacchette di colore verde. I numeri che invece si riferiscono esclusivamente a chi sta male, cioè che presenta sintomi, sono ben diversi e rappresentati nel grafico dalle bacchette di colore blu. Anche in questo caso, cioè nell’ambito delle persone che presentano i sintomi e stanno male, ci sono i vari livelli di gravità.

L’esame di questi dati la trovate nella tabella in basso a destra, disponibile – però – solo per 560.466 casi e in un formato che richiede una maggiore riflessione e NON rende possibile la precisa estrazione dei dati stessi.

Questa tabella ci dice che:
1 – in tutte le fasce di età, più del 50% delle persone “positive” sono del tutto asintomatiche
2 – in tutte le fasce di età, una media del 75% delle persone positive sono asintomatiche o poco sintomatiche
3 – nel rimanente 25% ci sono quelli che presentano lievi sintomi (e sono più del 50%), quelli che hanno sintomi severi e quelli che sono in condizioni critiche.

Se andiamo a rivedere il numero di 843.303 e applichiamo queste informazioni otteniamo:
1 – le persone prive di sintomi o con pochi sintomi sono almeno 632.000
2 – le persone con sintomi lievi sono almeno 105.000

Ora cerchiamo di inquadrare il tutto in una prospettiva più ampia.
Per farlo, andiamo ai dati cumulativi, quindi da Febbraio ad oggi, 26 novembre
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dashboard

Ci sono stati 1.454.529 casi. Sembrano tantissimi, ma ricordiamoci che l’Italia ha 60 milioni di abitanti e che le persone fino ad oggi contagiate sono il 2,42% della popolazione italiana. Ricordiamoci anche che sono già guariti 523.441 contagiati.

Andando a togliere le persone senza sintomi e con pochi sintomi, dobbiamo scalare da questo dato, come abbiamo visto, almeno il 75% (1.090.896).

Restano 364.000 persone circa, per cui la Sars-Cov-2 ha rappresentato un effettivo problema di salute di entità lieve, grave o critica. Si tratta dello 0,6% della popolazione italiana. E questa è la reale portata del problema.

Veniamo ai decessi. Sono purtroppo deceduti dall’inizio dell’epidemia 49.931 malati, pari al 3,4% dei positivi.

Attenzione: queste 49.931 persone sono morte con il Covid e non necessariamente a causa del Covid. Il dato include, infatti, tutti quelli che al momento del decesso erano positivi al test.

Ma c’è da ragionare ancora un po’ anche sui deceduti.

Per farlo vediamo altri dati ufficiali qui:
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia#10

Sono state esaminate in questo studio le cartelle cliniche di 41.737 deceduti.
E vediamo cosa ci comunicano essere emerso da questa analisi:

età media 80 anni
il 2% non aveva altre malattie croniche importanti preesistenti
il 12% ne aveva una
il 16% ne aveva due
il 70% ne aveva 3 o più

Cosa significa? Che 31.302 persone positive al Covid e decedute avevano mediamente 80 anni e 3 o più gravi patologie croniche preesistenti.
Che soltanto 835 deceduti non avevano altre gravi patologie croniche preesistenti.

Ora cerchiamo i dati Istat del 2017 (quelli del 2018 non sono ancora disponibili)
Morti a causa di malattie respiratorie (dato che include le sindromi influenzali): 53.372

Sono due dati paragonabili perché anche il Covid è una malattia respiratoria.

2017 (senza Covid): 53.372 (media mensile: 4500)
2020 (10 mesi, con Covid): 41.737 (media mensile: 4200)

Prendiamo quindi coscienza che la mortalità corrente per malattie respiratorie Covid incluso è inferiore a quella del 2017, in cui non c’era Covid. E questa è la reale situazione in Italia.

 

Prendere coscienza della reale situazione italiana non significa sentirsi autorizzati ad avere atteggiamenti irresponsabili, ma può e deve significare un cambio di prospettiva su questa pandemia e sulla necessità di mantenere proporzionato il bilancio tra i terribili danni economici e psicologici che infliggono le misure di contenimento e la necessità di non propagare il virus.

Dati ufficiali Protezione Civile
http://opendatadpc.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#/b0c68bce2cce478eaac82fe38d4138b1

Dati ufficiali Istituto superiore della sanità
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

Dettaglio andamento ultimi 30 giorni
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dashboard

Dati Cumulativi
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dashboard

“Il vaccino per il Covid-19 non è realizzabile, questo virus ha subito già più di 200.000 mutazioni”

La mia professionalità a sostegno di TUTTI i CITTADINI nonché di TUTTE le ATTIVITÀ COMMERCIALI ed IMPRENDITORIALI colpite a morte dalle INUTILI MISURE ANTI COVID adottate dal governo Conte.

Denuncia relativa all’inattendibilità dei tamponi: comunicazione importante

Lo Studio Legale Massafra, su mio incarico ha predisposto, e messo a disposizione di chiunque ne volesse una copia, un modello di denuncia – querela, con allegata documentazione, basato sulla dichiarazione congiunta sottoscritta dal Dott. Fabio Franchi medico infettivologo esperto di virologia, la Dott.ssa Antonietta Gatti scienziata esperta di nanopatologie, il Dott. Stefano Montanari, farmacista ricercatore scientifico e nanopatologo, ed il Prof. Stefano Scoglio, ricercatore scientifico, candidato Premio Nobel per la Medicina 2018.

Le richieste di copia del modello di denuncia sono state talmente numerose che non si e’ riusciti ad evaderle tutte in tempo reale ed integralmente. Ad ogni buon fine ad oggi consta che sono state depositate denunce in ogni regione d’Italia e pertanto, al fine di non intasare le procure con un numero eccessivo di querele, viene momentaneamente sospeso il servizio reso, su mio incarico, dallo Studio Legale Massafra in attesa che la magistratura prosegua la propria azione.

Qualora si rendesse necessario il servizio verrà ripreso non appena le procure daranno seguito alle denunce già depositate così consentendo a tutti coloro che hanno inviato la richiesta, o che la invieranno, di costituirsi parte civile e richiedere il risarcimento dei danni subiti. Provvedero’ personalmente a dare notizia degli sviluppi di questa mia iniziativa.

Mariano Amici medico