PAZIENTI CON VACCINAZIONE COMPLETA CHE FINISCONO IN OSPEDALE CON IL COVID 19 E MUOIONO

CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE.

Ve lo ripeto da tempo: la vaccinazione non è garanzia di non contrarre il Covid-19 e neanche di non propagarlo. Non è neanche garanzia di sviluppare sintomi più lievi ed evitare i decessi causati da complicazioni. Adesso c’è uno studio che lo attesta.

Il 6 luglio scorso è stata pubblicata la ricerca clinica effettuata su 152 di un totale di 300 pazienti completamente vaccinati con due dosi, che in 17 ospedali in Israele hanno contratto il Covid-19, sviluppando una sintomatologia tale da richiedere ospedalizzazione.

La conclusione della ricerca dice: “Casi gravi di infezione da Covid-19, associati con un alto tasso di mortalità, possono svilupparsi in una minoranza di soggetti con vaccinazione completa e con multiple co-morbità”. E ancora: “Il tasso di mortalità è simile a quello dei pazienti non vaccinati e ospedalizzati per Covid-19.”

L’indagine ha rilevato che:
– il 25% ha sviluppato condizioni molto gravi (38 persone).
– il 22% è deceduto (34 persone).

4 pazienti non avevano alcuna patologia pregressa e nessuno di loro è tra i deceduti, mentre 148 pazienti avevano una o più di queste patologie pregresse:
– 108 soffrivano di ipertensione
– 73 erano diabetici
– 41 avevano problemi cardiaci
– 37 avevano patologie renali e polmonari
– 29 erano affetti da demenza
– 36 erano affetti da cancro
– 60 avevano scarse difese immunitarie dovute a trattamento cortisonici, chemioterapia o immuno-soppressori

In altre parole, le persone più deboli, quelle che hanno un sistema immunitario compromesso o impegnato a combattere patologie importanti, sono esposte a contrarre il Covid-19 in modo più grave e potenzialmente letale. Sia che siano vaccinate, sia che non lo siano.
In più, e non viene affrontato in questa ricerca, c’è il problema che la vaccinazione stessa mette sotto sforzo l’organismo e lo indebolisce, motivo per cui le persone a cui viene inoculato il siero dovrebbero osservare un periodo di almeno due settimane di completo isolamento e riposo. Indicazione scarsamente evidenziata e difficilmente attuata.

Pubblicazione della ricerca sui pazienti su 152 pazienti con vaccinazione completa, ospedalizzati per Covid-19 in Israele.

https://www.clinicalmicrobiologyandinfection.com/article/S1198-743X%2821%2900367-0/fulltext

Mariano Amici medico

LA NON RICERCA DEL NESSO CAUSA-EFFETTO

Il nesso di causalità è la relazione che lega in senso naturalistico un atto, o un fatto, e l’evento che deriva da esso.
Quando si parla di vaccinazione, la ricerca del nesso di causalità attiene l’evento avverso, cioè il malore o il decesso, e la somministrazione del farmaco. In parole più semplici, cercare il nesso causa-effetto che lega l’inoculazione del vaccino con il sentirsi male o la morte. Un nesso che non sia solo temporale, perché esistono anche le coincidenze. Ad esempio, se oggi assumo un farmaco e poi vengo investito da un’automobile, mentre attraverso la strada, molto probabilmente tra i due eventi non c’è una correlazione di causa ed effetto ma solo un nesso temporale. Per averne certezza basta appurare la dinamica dell’incidente ed effettuare un accurato esame autoptico. Se nulla di anomalo emerge, allora non c’è davvero alcuna correlazione.

Le linee guida dell’AIFA prevedono la valutazione di ogni singolo caso di sospetta reazione avversa con completezza di informazioni, follow-up (vale a dire controlli successivi alla somministrazione), confronto con definizione di caso standardizzata e valutazione del nesso di causalità.
Il nesso di causalità che può emergere in assenza di vigilanza attiva (cioè di controlli periodici ai soggetti vaccinati) è prevalentemente temporale, ma, da solo, non è prova di correlazione causa-effetto. Affinché si possa parlare di reazione avversa, bisogna individuare una correlazione fra la somministrazione del siero e il problema accusato dal paziente.

Tornando all’esempio dell’incidente stradale, facciamo l’ipotesi che emergano evidenze che ho avuto un malore e per questo sono svenuto mentre attraversavo la via e quindi sono stato investito. A questo punto diventa doveroso scoprire perché sono svenuto, se lo svenimento è coerente col mio quadro clinico precedente all’assunzione del farmaco o se magari la perdita dei sensi è un possibile effetto secondario del farmaco. Questo significa cercare seriamente la correlazione, il nesso di causalità. Ma come si fa a valutare questa correlazione e a stabilirla in modo scientifico? Con le autopsie ma effettuate in modo approfondito. Ad esempio, se un paziente muore, perché va in arresto cardiaco, dopo essersi sottoposto a vaccinazione, se ti limiti a constatare che il decesso è dovuto ad arresto cardiaco, non stai cercando il nesso di causalità, stai attestando il motivo clinico del decesso.

Cosa diversa è se provvedi ad esaminare le sue coronarie e tutto il sistema cardio-circolatorio, per scoprire per quale motivo quel cuore ha smesso di funzionare. Puoi ritrovarti davanti a due scenari ipotetici: il sistema era compromesso, magari pieno di placche ateromasiche, oppure era indenne e perfettamente efficiente. In questa seconda eventualità hai trovato il nesso fra somministrazione di un vaccino che può stimolare fenomeni tromboembolici e l’avvenuto evento in un soggetto sano. Quante persone sono morte negli ospedali, colpite da infarto o per emorragia o per fenomeni tromboembolici, ma in assenza di un approfondito esame autoptico non emergono come reazioni avverse al vaccino? Se non iniziamo a cercare il nesso di causalità, non lo sapremo mai, soprattutto in considerazione del fatto che non stiamo effettuando vigilanza attiva ma solo vigilanza passiva.

https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1180150/2018-04-09_Patrizia-Felicetti_sorveglianza_reazioni_avverse_vaccino.pdf

Mariano Amici medico

FARMACOVIGILANZA ATTIVA E PASSIVA

È gravissimo che non si faccia farmacovigilanza attiva sui vaccini per il Covid-19.

Farmacovigilanza passiva

Chiunque ritenga di aver subito un effetto collaterale in seguito all’assunzione di un farmaco ha facoltà di segnalarlo direttamente all’Aifa o di farlo attraverso il proprio medico curante.
Eventi e reazioni avverse non si vanno a cercare ma si attende l’arrivo dei dati dai pazienti, dai loro parenti o dai medici. Le segnalazioni vengono poi valutate da una commissione per verificare la correlazione col farmaco. La maggior parte dei cittadini non ha questa consapevolezza e spesso, magari in buona fede e per tranquillizzare il paziente, i medici sono restii ad ipotizzare una correlazione e quindi a inoltrare la segnalazione, anche se dal 2015 sono obbligati ad una segnalazione tempestiva. Questo, di fatto, implica che gli eventi avversi segnalati siano sottodimensionati rispetto al dato reale.

Farmacovigilanza attiva

Prevede un monitoraggio diretto ed ad intervalli precisi di tempo. Le persone che assumono il farmaco hanno una scaletta di appuntamenti e di controlli per verificare l’insorgenza di sintomi ed eventi avversi. I controlli possono giungere anche a 10 anni di distanza, per la valutazione degli effetti a lungo termine di uno specifico medicinale, ed è l’unico sistema in grado di fornire un quadro scientificamente accurato.

La regione Puglia, ad esempio, nel quadriennio 2013-2017 ha promosso un programma di farmacovigilanza attiva sul vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. I bambini vaccinati sono stati seguiti per un anno ed i dati mostrano eventi avversi in misura 339 volte superiore a quelli registrati con un programma di farmacovigilanza passiva per lo stesso vaccino e nello stesso periodo di tempo. Dove il monitoraggio attivo ha evidenziato gravi eventi avversi in 4 su 100 dei bambini vaccinati, il monitoraggio passivo dava come risultato un caso ogni 12.000. ( https://www.sanita.puglia.it/documents/36126/4921952/
Sorveglianza+degli+eventi+avversi+a+vaccino+in+Puglia+Report+2013-2017/9db6decb-5aaf-426f-b8fe-c9474e9e8468)

Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione per il Covid-19, si sta facendo esclusivamente sorveglianza passiva, significa che ci si affida solamente alla segnalazione spontanea di cittadini e medici.

È gravissimo, perché si tratta di farmaci genici per i quali sono state saltate una serie di sperimentazioni e per i quali i dati relativi alla sicurezza ed efficacia saranno parzialmente noti solo alla fine del 2023 e che nel frattempo vengono inoculati nel corpo di milioni di persone, bypassando il sistema difensivo naturale dell’organismo» ( https://www.aifa.gov.it/domande-e-risposte-farmacovigilanza-vaccini-covid-19 )

Con l’occasione invito vivamente tutti coloro che sospettino una reazione avversa ad informare il proprio medico curante o a provvedere direttamente a segnalare, seguendo le istruzioni ufficiali contenute qui:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa

Mariano Amici medico

GREEN PASS E CONTROINDICAZIONI ALLA VACCINAZIONE: EVITARLI SULLA BASE DELLE LINEE GUIDA DEL GOVERNO

CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE.

Per quanto riguarda le LINEE GUIDA ESENZIONI O DIFFERIMENTO RELATIVE AI DECRETO-LEGGE 23 luglio 2021, n 105 e’ prevista la possibilità di esenzione dall’obbligo del c.d green pass con riferimento alla vaccinazione. Con la circolare n. 35309 del 4 agosto 2021 e con la successiva n. 35444 del 5 agosto 2021, il Ministero della Salute ha disciplinato l’adozione e il rilascio dei “certificati di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19” nei confronti di coloro che per la presenza di condizioni cliniche specifiche e documentate non possono ricevere la vaccinazione. Occorre precisare che le dette circolari hanno valore fino al 30 settembre 2021.

Fino a quella data, salvo ulteriori disposizioni, le certificazioni potranno essere rilasciate direttamente da:
1. Medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali.
2. Medico responsabile del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata la vaccinazione, nel caso di rilascio della certificazione ai cittadini che hanno ricevuto il vaccino ReiThera (una o due dosi) nell’ambito della sperimentazione dello stesso.
3. Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta che abbiano aderito alla campagna vaccinale, cioè che abbiano le credenziali per inserire i dati nei sistemi Regionali/Nazionali.

Il certificato potra’ essere rilasciato con validita’ fino al 30-09-2021.

Le circolari introducono, pertanto, per la prima volta nella storia della medicina, una ingiustificata sperequazione tra i vari MMG non fondata su un criterio di scientificità che la giustifichi. Tutti i MMG hanno le medesime cognizioni e, devono, pertanto, essere posti nelle condizioni di poter esercitare la loro professione in regime paritetico. Questa discriminazione ha quale ricaduta la limitazione del diritto costituzionale al lavoro ed è,pertanto, palesemente illegittima. Ho in corso di impugnazione le citate circolari.

Nel frattempo l’iter pratico concreto da adottarsi è il seguente:
-recarsi dal medico di base, anche non vaccinatore, e farsi rilasciare, comunque, il certificato di esenzione;
-esibire detto certificato ovunque richiesto;
-se il certificato viene contestato, perché rilasciato da MMG non vaccinatore, verbalizzare che una mera circolare non può disattendere la legge che prevede la facoltà di esercizio della professione da parte di ciascun MMG e verbalizzare ulteriormente che ogni danno patito e patendo verrà posto a carico di chi rifiuta la certificazione.

Attenzione, tuttavia, la circolare afferma, ancora, che la richiesta di esenzione può provenire direttamente dall’assistito anche in assenza di idonea documentazione. A quel punto l’interessato dovrà essere inviato a valutazione e decisione da parte dello specialista idoneo; inoltre, la circolare del Ministero della Salute al fine di supportare i medici vaccinatori nella valutazione dell’idoneità alla vaccinazione, prevede che le Regioni e PA promuovano l’individuazione presso i Centri Vaccinali o altri centri ad hoc di riferimenti tecnici per la modalità di presa in carico dei casi dubbi e un gruppo tecnico regionale di esperti in campo vaccinale.

Si deve utilizzare questa opportunità offerta da un meccanismo abnormemente farraginoso e, quindi, richiedere comunque l’esenzione, perché si rovescia il campo nel senso che da un lato si prende tempo, dall’altro si sposta la responsabilità su soggetti terzi che dovranno loro stabilire l’idoneità alla vaccinazione. Il medico di medicina generale non favorevole alla vaccinazione potrebbe affiancare ciascuno nella dialettica. Vedremo, nel concreto, chi si assumerà questo onere e su quali basi mediche. Ovviamente se il responso dovesse essere favorevole alla vaccinazione si impugnerà il referto.

Laddove ne ricorrano le condizioni vi allego fac simile del certificato che dovrete farvi rilasciare da medico curante.
FAC SIMILE:

Si attesta che …… nato a ….. , risulta essere soggetto esente dalla vaccinazione anti SARS-COV 2 ai sensi eper gli effetti dell’art.4 co.2 del D.L. 44/2021 .Infatti in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, risulta affetto da patologie che non sono oggetto di sperimentazione da parte di alcuna delle Case Farmaceutiche produttrici di vaccini anti Covid e pertanto la mancata sperimentazione costituisce accertato pericolo per la salute del paziente essendo tale la mancata sperimentazione specifica.
La documentazione attestante le condizioni cliniche e la patologia del paziente, non esplicitata per motivi di privacy, e’ stata esibita dal Paziente e l’odierna attestazione viene rilasciata previa valutazione anamnestica dichiarata dal Paziente rispetto alla quale deve trovare rigorosa applicazione il principio di precauzione anche in virtu’ dell’approvazione meramente condizionata dei vaccini anti Covid.

La presente attestazione e’ valida anche per consentire l’accesso ai servizi ed attivita’ di cui al comma 1,art. 3 del D.L. 23-7-2021,n. 105 ed in questo caso e’ valida fino al 30-9-2021 .
Si rilascia in carta libera per gli usi consentiti.

CONSIDERAZIONI ETICHE SULLA RICERCA, SPERIMENTAZIONE E PRODUZIONE DEI VACCINI PER IL COVID 19 E POSSIBILI RISCHI

CONTINUIAMO A FAR MATURARE LE COSCIENZE.

L’uso di cellule embrionali

In più occasioni è stata etichettata come notizia falsa l’informazione che segnala come nei vaccini per il Covid-19 siano usate o presenti cellule embrionali umane provenienti da feti abortiti. E analoga etichetta viene posta all’informazione che i vaccini per il Covid-19 contengano OGM (Organismi geneticamente modificati).

Cerchiamo di offrire chiarezza. Nel foglietto illustrativo di Vaxzeria, prodotto da Astrazeneca, si legge:
«Prodotto in cellule renali embrionali umane geneticamente modificate (HEK) 293 e mediante tecnologia del DNA ricombinante.
Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati (OGM).»
Nel foglietto illustrativo di Janssen, prodotto da Johnson&Johnson, si legge:
«Prodotto nella linea cellulare PER.C6®️ TetR e mediante tecnologia del DNA ricombinante.
Questo prodotto contiene organismi geneticamente modificati (OGM).»
Nulla del genere compare nei foglietti illustrativi dei vaccini Pfizer (Comirnarty) e Moderna (Spikevax) il che non significa, pero’, che non ci possano essere omissioni descrittive.
In realtà, i fatti sono un po’ più complessi.
Astrazeneca ha usato/usa la linea cellulare HEK 293 nelle fasi di ricerca e sviluppo, produzione e conferma con test di laboratorio, in quest’ultima ha usato anche la linea cellulare MR-5. Johnson&Johnson ha usato/usa la linea cellulare PER.C6 in tutte e tre le fasi.
Moderna e Pfizer hanno usato la linea cellulare HEK 293 solo nella fase di conferma e test di laboratorio.

Vi spiego, ora, cosa sono queste linee cellulari.

HEK 293. Coltura cellulare ottenuta da cellule renali estratte da un feto di sesso femminile nel 1972. Tutti i documenti relativi a questo aborto sono andati perduti.

MR-5. Coltura cellulare ottenuta da tessuto polmonare di un feto di sesso maschile abortito a 14 settimane nel 1966, il feto fu espiantato da una donna di 27 anni per ragioni psichiatriche.
PER.C6. Coltura cellulare ottenuta da tessuto retinico prelevato da un feto di 18 settimane abortito nel 1985 per motivazioni sociali.
Va segnalato che il tessuto fetale, per essere utilizzabile ai fini di ricerca scientifica, deve essere in “stato vitale”, questo implica che il feto sia stato, con estrema probabilità, sezionato da vivo.

Cosa significa “coltura cellulare ottenuta da cellule embrionali”?
Le cellule embrionali estratte dal feto sono state clonate, geneticamente modificate per renderle immortali (le cellule tumorali sono immortali) e moltiplicate in vitro. Il processo di clonazione e moltiplicazione non le rende meno “umane”, anche se non vengono più estratte direttamente dal feto. Il procedimento di immortalizzazione può renderle, invece, pericolose, perché fin dall’inizio della sua applicazione ha dato luogo a cancerogenicità (possono generare tumori).

Già a questo punto possiamo affermare che la frase “I vaccini per il Covid-19 hanno usato cellule embrionali umane provenienti da feti abortiti” corrisponde a verità inoppugnabile e valida per tutti i vaccini autorizzati in Italia.

Analogamente la frase “I vaccini per il Covid-19 contengono OGM” corrisponde a verità inoppugnabile per i vaccini Astrazeneca e Johnson&Johnson, come apertamente dichiarato nel foglietto illustrativo e per le altre marche vale lo stesso discorso anche se non dichiarato nel “ bugiardino”.

Veniamo alla frase “I vaccini per il Covid-19 contengono cellule embrionali umane provenienti da feti abortiti”.

Nel processo produttivo, quando si utilizzano queste linee cellulari, è prevista la purificazione del siero per eliminare il materiale genetico di origine umana, ma non si tratta di un procedimento perfetto al 100%, per il semplice motivo che in scienza e medicina il 100% non esiste. Non a caso la stessa università di Oxford, che ha sviluppato Astrazeneca, dopo aver descritto il processo di purificazione dichiara che è “improbabile” che resti materiale umano nel vaccino finito. “Improbabile” non “impossibile”.

L’eventuale presenza – improbabile ma non impossibile – di residui di DNA fetali nel vaccino finito e pronto per l’inoculazione comporta rischi per la salute, perché si può attivare il processo di ricombinazione omologa con conseguente modifica del patrimonio genetico del soggetto vaccinato e possibili reazioni autoimmuni.
Ma quanto è improbabile?

La Food & Drug Administration statunitense e la stessa OMS nel 2005 hanno riconosciuto la sussistenza di rischi oncogenici associati alla presenza di DNA umano nei vaccini (perché queste linee cellulari non vengono usate solo nei sieri anti covid-19), stabilendo il limite massimo di sicurezza in 10 nanogrammi. Tale limite, come dimostrato da numerosi studi, è risultato essere più volte non rispettato in molti dei vaccini in commercio, con “presenze” che hanno superato i 1000 nanogrammi, cioè 100 volte il limite massimo stabilito.

Adesso vi invito a riflettere: se la FDA e l’OMS si prendono il disturbo di stabilire un limite di “presenza” considerato accettabile in quanto a rischi per la salute, secondo voi quanto è completo il processo di purificazione, che dovrebbe eliminare “ogni traccia” di materiale genetico umano peraltro cancerogeno? Se fosse un’eventualità rara, che dei residui sfuggano alla purificazione, non si sarebbe reso necessario stabilire questo limite. Al contrario la sua stessa esistenza porta a dedurre che la presenza di materiale genetico umano, nello specifico cellule embrionali geneticamente alterate, sia la prassi e non una rara eventualità.

Alcune fonti, per approfondire quanto detto:
https://www.nature.com/articles/s41586-020-2608-y 

https://www.jnj.com/johnson-johnson-announces-a-lead-vaccine-candidate-for-covid-19-landmark-new-partnership-with-u-s-department-of-health-human-services-and-commitment-to-supply-one-billion-vaccines-worldwide-for-emergency-pandemic-use

https://s27589.pcdn.co/wp-content/uploads/2020/12/COVID-19-Vaccine-Candidates-and-Abortion-Derived-Cell-Lines.pdf?fbclid=IwAR1SqumbCJvk_IgYSMbGQLJR8Jp0BlFvjFTpOBw9fgmZQ2bnaneQd2_bNEU

https://www.pdcnet.org/C1257D43006C9AB1/file/5265B61D5497F52585257D94004802BB/$FILE/ncbq_2006_0006_0003_0077_0099.pdf

A. van der Eb, testimony before the Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee, May 16, 2001, FDA Center for Biologics Evalution and Research meetingtranscript, 81, http://www.fda.gov/ohrms/dockets/ac/01/transcripts/3750t1_01.pdf.

Spagnolo, “Foetal Tissue Transplants and Abortion.”

Mariano Amici medico

Diretta del 6 settembre 2021 su esenzione vaccinale e Green Pass per docenti e studenti

Il video completo della diretta del 6 settembre 2021 alle ore 21.30 dove si è parlato di esenzione vaccinale e del Green Pass per docenti e studenti.

L’intervista del Dottor Mariano Amici a Videotemo

L’intervista di Videotemo al Dott. Mariano Amici il 25 agosto a Bosa.

L’intervento del Dott. Mariano Amici il 28 agosto 2021 a Oristano

L’intervento del Dott. Mariano Amici il 28 agosto 2021 a Oristano.

L’intervento del Dott. Mariano Amici il 26 agosto 2021 a Olbia

L’intervento del Dott. Mariano Amici il 26 agosto 2021 a Olbia.

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L’intervento del Dott. Mariano Amici il 21 agosto 2021 a Bosa

L’intervento del Dott. Mariano Amici il 21 agosto 2021 a Bosa.